giornale d'attività


Crash tv: filosofia dell’odio televisivo
Dalla Società dello Spettacolo alla Fiction Totale
Una ricerca attenta e documentata sui linguaggi del conformismo di massa,
contro la Casta dello Spettacolo e dell’Informazione
«Io credo davvero che, sostanzialmente e strutturalmente, tante trasmissioni-contenitore, quelle della De Filippi, “Amici” e “Uomini e Donne” in testa a tutte, siano fra quanto di più terribile e diseducativo la televisione abbia trasmesso negli ultimi decenni. Io credo davvero che a personaggi come la Ventura e la De Filippi (ma la lista è bella lunga) debba essere ascritta una parte sostanziale di responsabilità per lo sfascio morale, il crollo dei valori, l’arrivismo spietato, l’estetismo fine a se stesso che sta rovinando e attanagliando una cospicua generazione di teenager e non solo. Io lo credo con tutto me stesso».
Carmine Castoro non ha peli sulla lingua e, da esperto dei meccanismi di comunicazione, elabora una spietata Filosofia dell’odio televisivo in Crash tv (pagg. 208, euro 14,50). Un libro che passa al setaccio format, telefilm, trasmissioni, tg, spot pubblicitari che vediamo (e subiamo) ogni giorno e che, senza accorgercene, rappresentano quel campo di battaglia fra Vita e Immagine, dove la vittima eccellente è la nostra anima, prima ancora
Un libro che inizia, tra l’altro, con una singolare “antidedica”: il bersaglio è un tale Stefano che Castoro considera un vero e proprio emblema dei poteri occulti che si nascondono dietro ai lustrini

Domenico Coduto è nato a Milano nel 1976 e vive a San Giorgio la Molara (Bn). Diplomatosi in clarinetto, si è laureato all'Università "Federico II" di Napoli in Storia della musica con una tesi sugli Area. Giornalista musicale, recentemente ha scritto, tra gli altri, per Strumenti Musicali; attualmente scrive per InSound, Le vie della musica e il portale Rockit. Nel 2005 ha pubblicato per Auditorium Edizioni "Il libro degli Area", da poco ripubblicato. Come musicista ha pubblicato il disco "Tracce" con il gruppo rock Merizero. Collabora ad alcuni progetti musicali e teatrali per il Teatro Kismet Opera di Bari.

Fondo Verri&Cool Club
Letterature al presente
Venerdì 13 novembre alle ore 20.30 presso il presidio del libro Fondo Verri di Lecce si terrà la presentazione del volume Amianto. Storia di un serial killer della giornalista Stefania Divertito, pubblicato dalla casa editrice VerdeOro.
Una giovane giornalista decide di percorrere la via crucis dell'amianto. Nelle scuole elementari, nelle case di periferia, sulle navi che ancora oggi intossicano i porti, nelle fabbriche, racconta di chi deve combattere contro l'ottusità delle burocrazie (e l'indifferenza di un'intera classe politica).
La polvere d'amianto non fa distinzioni. Arriva, si deposita e uccide.
In Italia ogni anno muoiono 4.000 persone a causa di mesoteliomi e asbestosi, tra coloro che in fabbrica o sulle navi ci hanno lavorato per una vita ma anche tra semplici cittadini, con l'unica colpa di essere nati troppo vicino a una discarica abusiva o inconsapevoli dirimpettai di tettoie pericolose. Tutte persone a cui, nella maggior parte dei casi, stata negata anche una semplice pensione d'invalidità e gli indennizzi che spettavano loro di diritto. I colpevoli ci sono, e vanno processati.
Stefania Divertito, nata a Napoli nel 1975, giornalista d'inchiesta specializzata in tematiche ambientali e scrittrice. Responsabile della cronaca nazionale per il quotidiano Metro, collabora con Vanity Fair e altri periodici. Per la sua inchiesta sull'uranio impoverito durata sette anni ha vinto nel 2004 il premio Cronista dell'anno indetto dall'unione cronisti italiani. Ha pubblicato nel 2004 il libro-reportage "Il fantasma in Europa"(con Luca Leone), sulla Bosnia del dopo-Dayton e nel 2005 "Uranio il nemico invisibile".
Fondo Verri/ stagione autunno-inverno 2009-2010
Le anteprime de Le mani e l'Ascolto
Sabato 31 ottobre, alle 21.00, al Fondo Verri la scrittrice Luisa Ruggio presenta Congedo/Distante duo un progetto nato nel 2006 dalle idee che accomunano i due musicisti pugliesi. Il duo costituito da Dario Congedo e Giorgio Distante è il pretesto di un laboratorio sonoro: la ricerca attorno all'improvvisazione musicale legata a due strumenti cardine: tromba e batteria. L'interplay che si crea durante la performance fa emergere l'amalgama tra questi due strumenti e il loro sound unito da un collante invisibile: l’elettronica live.
Il repertorio creato dai due musicisti di formazione statunitense - che vantano collaborazioni coi grandi nomi della scena musicale contemporanea – è un insieme di brani inediti alternati ad improvvisazioni in cui anche l’elettronica è intesa come elemento interattivo. La performance mescola atmosfere che dal jazz si muovono verso la musica etnica, rivelando una strepitosa intesa che consente movimento sonoro a due tra i talenti più raffinati espressi dal territorio.
stagione autunno-inverno 09/10

Roberto Pazzi
Due conferenze di Roberto Pazzi a Lecce
Lunedì 26 ottobre, alle 20.00, al Fondo Verri
Il piacere della carta nell'era in cui si profila il libro digitale
Martedì 27 ottobre, alle 10.30, nell’Aula Ferrari dell’Ateneo
"Narrare ad occhi ben chiusi, ovvero la rivincita della visione sulla vista"
(a cura di Alessandro Turco e della prof.ssa Anna Colaci)
Torna ancora una volta a Lecce - dopo il successo degli incontri salentini, tenuti nei mesi scorsi - lo scrittore ferrarese Roberto Pazzi. Prendendo spunto dal suo ultimo libro, “Dopo primavera”, edito da Frassinelli, con cui ha appena vinto il “Premio Siderno”, assegnato da una giuria presieduta da Walter Pedulla, Pazzi conferirà sulla passione della lettura, con una comunicazione sul tema “Il piacere della carta nell’era in cui si profila il libro digitale”. L'appuntamento è al Fondo Verri, lunedì 26 ottobre 2009, alle 20.00. Roberto Pazzi, reduce da un viaggio in Canada, dove ha rappresentato il nostro Paese per il “Festival della Letteratura Internazionale del Quebec”, e da Ginevra dove è stato ospite del Salone del Libro francese, insieme a Luciano Canfora, riceverà il 25 ottobre, a Potenza, il Premio Internazionale “Basilicata” alla carriera, dalla giuria coordinata dal critico Leone Piccioni. Il 27 ottobre, a Lecce, nell’Aula Ferrari dell’Ateneo, terrà un seminario dal titolo: “Narrare ad occhi ben chiusi, ovvero la rivincita della visione sulla vista”. Gli incontri sono organizzati da Alessandro Turco in collaborazione con il Fondo Verri e la Facoltà di Lettere e Filosofia - Dipartimento di Filologia Classica e Scienze Filosofiche dell’Università di Lecce, a cura della prof.ssa Anna Colaci.