giornale d'attività

Domenica 18 maggio dalle ore 21.00
Control, tributo ai Joy Division
Domenica, 18 maggio dalle ore 21.00, il Cineclub Fioridifuoco e il Fondo Verri propongono "Control" una serata interamente dedicata ai Joy Division, band di culto del movimento dark inglese che con soli due album riuscì a cambiare per sempre la storia del rock, formatasi nel 1977.
Il nome del gruppo deriva dalla denominazione dalle baracche femminili dei campi di concentramento nazisti. Le donne imprigionate nell'area che portava questo nome erano trattate come prostitute, e usate come mero oggetto sessuale da SS e soldati tedeschi.
Un'occasione unica e imperdibile per conoscere e ricordare la figura del leader Ian Curtis nel 28° anniversario dalla morte. Affetto da una forma degenerante di epilessia si tolse la vita il 18 maggio del 1980, all'età di 23 anni.
Quella dei Joy Division è la storia di quattro adolescenti cresciuti nei sobborghi della capitale dell’Inghilterra industrializzata (Salford e Macclesfield, due escrescenze incancrenite di Manchester), fra sogni di stardust bowiana e disillusione nera metropolitana di marca Iggy / Velvets. Un faro di luce speranzosa si accende sulle loro grigie esistenze una sera di luglio del 1976, al Lesser Free Trade Hall di Manchester: quel concerto dei Sex Pistols fu un turning point per molti…
Musica, video, film e testimonianze a partire dalle ore 21.00 presso la sede del Fondo Verri.

Due per uno
presentazione e vernissage delle opere video-fotografie di Patrizia Emma Scialpi
Due per uno
La dualità è la forza motrice del lavoro che si presenta articolato in una serie di otto stampe fotografiche e una videoinstallazione.
La ricerca del doppio parte da se stessi per concretizzarsi in una proiezione visiva dell’altro. Sono scatti rubati che si formalizzano in immagini dall’accentuata resa pittorica.
Due è un gioco solitario, è una relazione, è il bianco ed è il nero.
Fotografa, illustratrice e videomaker, ha lavorato come scenografa per la compagnia teatrale ”Nuda Veritas” di Taranto.
In veste d’artista ha partecipato a diverse mostre collettive ed estemporanee tra Taranto e Lecce.
Due per uno è la sua prima esposizione personale.
Sotto la cenere
Luca pensa editore
Verrà presentato questa Venerdì 11 aprile alle ore 21,00 presso il Fondo Verri, l’antologia “Sotto la cenere” che mette insieme un “consorzio di autori del mediterraneo. Agostino Casciaro, Vito Antonio Conte, Roberto Molle, Francesco Piccinno, Tina Rizzo De Giovanni, Giovanni Santese, Agostino Vaccarini. L’antologia è edita da Luca Pensa.
Giovedì 10 aprile, dalle ore 20.00
Rita Miglietta dialoga con Michele Mainardi
La grande Lecce, trasformazioni della città contemporanea
Per “Abitare i luoghi, tra cura e progetto”, incontri di approfondimento del rapporto tra territorio e comunità Curati da Cristina Caiulo architetto (Studio AERREKAPPA di Lecce) e del Fondo Verri
Giovedì 10 aprile, dalle ore 20.00, nella sede di via Santa Maria del Paradiso il tema di discussione sarà: La grande Lecce, trasformazioni della città contemporanea. L’architetto Rita Miglietta dialoga con Michele Mainardi, professore di geografia nelle scuole e appassionato studioso del paesaggio e del territorio del Salento; ha pubblicato, tra le altre cose, “The great Lecce - Fisionomia di una città diffusa”, Novoli Biblioteca Minima 2002, nel quale prova a rappresentare le trasformazioni del territorio salentino mediante l’espediente del “glossario”, creando in tal modo una efficace e divertente sintesi della contemporaneità locale. Una escursione attraverso le trasformazioni della nostra terra, dalla genericità dei possibili non-luoghi per approdare ai superluoghi, come recentemente teorizzati nell’ottica di un superamento degli spazi senza identità e senza radicamento nel territorio che contraddistinguono la nostra epoca.
I suoni della serata sono affidati a Paolo Pacciolla.







Scacco alle torri
Le torri! Bella suggestione! Torri costiere, castelli, fortificazioni, da sempre, “occhi” attenti della nostra Storia. Luoghi di avvistamento, di contemplazione, di meditazione; di paure e d’incanti volti a Levante. Lo sguardo spinto lontano: attese, fumi di fuochi per dire l’allerta in difesa e in accoglienza di tutte le genti. Le torri testimoni immobili di fughe e di arrivi fatti in silenzio. Sentinelle della pietra, fatte di pietra.
Si sa, ruolo dell’arte è prefigurare, aprire strade, dare occhi a chi non vede.
E, se questo è il suo compito, “con felicità apprendiamo” che la Provincia di Lecce con Confindustria, proponendosi il recupero delle torri costiere elegendole a testimonial del territorio, ha fatto proprio lo spirito di un progetto culturale attivo nel Salento dal 2003: I Luoghi d’Allerta, visite ed itinerari di spettacolo.
“Bello!, ma…”. Al Fondo Verri, sorridono e quel “ma” ha il peso di lunghe ‘battaglie’: “ore e ore al telefono, inseguimenti all’assessore e di chi per lui, per convincere della bontà dell’iniziativa. Poi di colpo! E ti senti un po’ ferito, comunque! Eh! L’ignoranza!, la solita cosa che tu non conti niente, i soliti rompiballe di cui non curarsi, da accontentare con le bricioline. Utili solo a fare gli stalker, le guide, i rabdomanti delle tendenze…
Il progetto de I Luoghi d’Allerta è nato nel 2003 è con il 2008 licenzierà la sua sesta edizione. “Partendo dalle Torri Costiere, quella di Sant’Emiliano, fu quella che innaugurò la nostra prima volta” racconta Piero Rapanà, curatore del progetto, “gli itinerari proposti dal Fondo si sono spinti via via sino nella provincia di Brindisi e di Taranto dando concretezza alle linee culturali che sostanziano quel Grande Salento che la politica con grande affanno insegue”. “Quei ‘tratturi’, che Provincia e Confindustria vogliono recuperare alla antica bellezza, hanno portato le carovane delle visite sino a Torre Santa Susanna nello scrigno di San Pietro in Crepacore, tra i resti di Egnatia, nell’incanto contadino della Masseria Lo Iazzo a Ceglie Messapica” Benvenga allora questo risveglio istituzionale, no? “Si, ma!”. Ancora quel “ma”!
“La dimora dei luoghi - Saggi sull’abitare tra filosofia e scienze sociali”
I libri di Icaro
Giovedì 3 aprile, dalle ore venti presso il Fondo Verri, secondo incontro del ciclo “Abitare i luoghi, tra cura e progetto”. L’architetto Mina Schito dialoga con Mimmo Pesare, autore del recente “La dimora dei luoghi - Saggi sull’abitare tra filosofia e scienze sociali”.
Il problema dell’abitare, oggi, si avvia a diventare un topos della contemporaneità: avvertire il luogo del proprio vissuto non è solo un tema delle discipline tecniche che studiano l’habitat urbano e domestico ma costituisce anche, e specialmente, una domanda fondamentale delle scienze filosofiche e psicologiche. Da sempre le modalità di residenza dell’uomo e i luoghi abitati sono simbolizzazioni e metafore del rapporto tra sé e il mondo.
I saggi raccolti nel libro, analizzando il concetto di abitare dal punto di vista teoretico della filosofia, della pedagogia, della psicoanalisi e dell’antropologia, tentano l’unificazione dei suoi significati lungo il crinale di una comune ermeneutica dell’abitare che vada nella direzione di una possibile koiné delle scienze sociali e lanciano la proposta secondo la quale sia possibile pensare tale concetto come “metafora attiva” per l’interpretazione dell’umano nel tempo del suo post.
Lo spazio abitativo della dimora rappresenta un’immagine incancellabile dell’animo umano, senza la quale la grammatica della vita affettiva avrebbe probabilmente una struttura completamente diversa e di conseguenza anche gli aspetti cognitivi dell’apprendimento e delle relazioni sociali ne sarebbero interessati. Da qui la convinzione che sia fondamentale “pensare” l’abitare, prima di “praticarlo”, all’interno di una circolarità del sapere e delle interpretazioni che suggerisce una fenomenologia dell’abitare come vero e proprio “sintomo dell’attualità”.