giornale d'attività
I poeti che scegliamo:
Monica Maggiore
“mi scompare il viso e non mi vedo
gli occhi, gli occhi, i miei occhi
anche la vista si è abbassata
ho frugato nelle tasche
assorbito…
l’isola vasta e sabbie mobili
e la lama che va dai piedi al cuore
amplificati i sensi e il controllo.
Che impresa è questa?
Quale prova?
Esasperare…
fino a morirne l’anima non curata
Cerco e cerco risposte
e non verranno ora.
Mi aggrappo ai rami buoni
rigida mi sono trovata nelle parole
sono arrendevole e docile,
stanca
sono stanca di me
del gioco tuo
della mia debolezza
di circoli viziosi
e quotidiane dinamiche
che tolgono passi,
respiro,
stanca del pensiero
che non mi fa ESSERE
ricompongo il grande puzzle
tendo le braccia …
…Non so che farmene del corpo mio…”
ore 20.30 Maurizio Nocera presenta
Manlio Dinucci autore di Escalation
Anatomia della guerra infinita (DeriveApprodi)
I poeti che scegliamo:
è uscito
La porta degli inverni d'oriente
di Francesco Rizzo (Il Filo - Roma)
V
Se mi parlerai del Tempo
ti ascolterò in silenzio
accarezzando le tue stigmate
se mi chiamerai per nome
avrò una stella alpina da donarti
ed un vaso cinese
per lo splendore delle Altezze
VI
Noi dall' impetuoso Essere
ne usciamo rarefatti e sconfitti
la febbre alleggerì i campi di grano e i vigneti
le pietre della chiesa tremavano
alla lettura di un' apocalisse
ed ogni cosa animata si riempì d'incenso.

tina modotti
La Poesia
La poesia ci toglie dall’ubriacatura di noi! Ci sorprende ragionevoli nel dipanare emozioni, la causa d’una ferita, di un male, di un amore che toglie il respiro, nell’amaro reale dove amicizia e natura non trovano quiete se non nel ricordo di mani che si cercano, si cercano… ?, si cercano…! oramai non sperate.
La poesia come atto necessario che toglie dal qualunque sentire ed immerge nel sono: l’ Io Sono.
Nell’Io solo, nel musicale dialogo in ascolto della vita, del suo venire!
Rinnovarsi se vogliamo, mutarci se vogliamo, oltre ogni inesausto mormorare, ingombro di passioni irrisolte, magnifiche e crudeli.
Se disposti al cambiamento disilluso e cosciente la poesia ci porta nello scavalco del limite, nel poter guardare sempre più oltre l’angusto del nostro, in sintonie che potranno farsi interpreti del mondo, del suo pulsare vivo, del suo sacro destino di mondo.
Questo, credo sia, il compito di chi poeta vuol essere, scavalcare il limite dell’io, per dare a quell’io la forza di farsi mondo.
La scrittura è densa di te, sorprende la forza, la capacità di trasformare in verso andamenti colloquiali, lettere prose, sempre traversate dal suono, dal ritmo, da un incantamento poetico. Confesso e dico, fragile vengo al dire…
Un danno si percepisce, uno strappo, una ferita anche, l’amore, l’amore, l’amore…
Com’è vasto, quanto è largo, quanto fermo, quanto motore di cambiamento, di energia di stupore… ? Interrogarsi… e tu sei edera, e hai radici capaci d’innalzarsi, d’essere in vetta e da li sapere nutrimento e occasioni alle parole, alle parole che ti sento dire mentre giri per casa quasi nuda, mentre accogli, mentre vorresti, vorresti e poi no… ah!
Quel palpito, un respiro… finalmente la poesia.
Penso che sia interessante stare a guardare adesso, tenere l’ascolto e nel tentativo aprire,
aprire occhi e sentire e al computer centellinare i file…
MM
I poeti che scegliamo:
Irene Leo

Non c'è un argomento
Vorrei parlarti,
ma un argomento non c'è.
Un sovraccarico di pensieri
che si annullano vicendevolmente
affolla la mia mente.
Muta e silenziosa,
mi avvicino,
avanzo nei pressi del cuore,
senza proferire verbo,
senza distogliere gli occhi da te.
Ma questo silenzio imperante
brucia più di mille discorsi.
Eloquenti i respiri nervosi,
ed i gesti improvvisi
liberamente conseguenziali
a cadenzati sguardi fissi
bagnati da follia e istinto.
Un momento ed i giochi
cambiano per sempre,
stringi forte la mia mano,
accenni un sorriso,
e poi vai via.
Ma siamo una cosa sola.
Io ti ho, anche se non ci sei più,
anime impigliate nei rovi dei sentimenti,
assenti nella concretezza,
ma fugacemente vicine,
tanto che il tuo ultimo respiro notturno m'appartine
ed il primo mio pensiero del giorno
è tuo soltanto.
I poeti che scegliamo:
Gioia Perrone
VERSI AD ILARIA
rossa amica,
amica rossa
stagliata come i soli sulle autostrade
al terzo giorno di tramontana
o torta in fuggire
come ulivo orchestrante
o linea di fronte
a fare una culla di stupore
e fuochi per le notti degli occhi
rossa,
amica rossa
schiocco del tacco flamenco
e poi circo di Russia
di russia per sempre
rametti a nido
a giaciglio
per tuo tremulo volo
di gazza.
e...
di sera, rosso si spera il buon tempo