giornale d'attività
Associazione Culturale Fondo Verri
Stagione 2006 / Presidi del libro _ Lecce
Meltèmi
Sabato 4 febbraio, dalle ore 19.30, presso il Fondo Verri, in via Santa maria del Paradiso 8, (pressi Porta Rudiae) a Lecce, Mauro Marino presenta Meltèmi 24 poesie di Alain G. Barbato, Besa editrice.
Prossimamente al Fondo Verri
AWMR ITALIA presenta
BALAFON ITINERANTE
II EDIZIONE 14 febbraio - 15 maggio 2006
Nell’ambito della XV edizione del BALAFON FESTIVAL - ARTE E CULTURA DELLA DIASPORA NERA, si svolge il secondo appuntamento con il BALAFON ITINERANTE. Lo scopo della manifestazione è quello di estendere la fruibilità del BALAFON FESTIVAL, collocato nella città di Bari, alle diverse realtà regionali e non, che spesso incontrano difficoltà nel raggiungere il capoluogo. Si vuole così promuovere la diffusione delle diverse realtà culturali e artistiche dell’Africa e del Medio Oriente, delle isole caraibiche e del Pacifico e dell’America Latina.La nostra terra è al centro dei flussi migratori ormai da diversi anni. È di vitale importanza conoscere le diverse culture che giungono nel nostro Paese attraverso storie sempre sofferte e persone troppo spesso ignorate. Si vuole allora creare una reale e proficua interazione, che veda sempre più l’Italia e in particolare
Il cielo sulla Terra:donne e bambini in Africa
martedì 14 febbraio – dalle ore 19.30
A NOUS
LA DIGNITÀ : YAABA di Idrissa Ouedraogo-Burkina Faso, 1989 -
martedì 21 febbraio – dalle ore 19.30
SOUKO di Issiakà Konate-Burkina Faso, 1998 -
LA FIEREZZA : FLAME di Ingrid Sinclair-Zimbabwe, 1997 -
martedì 28 febbraio – dalle ore 19.30
IL CORAGGIO: FATMA di Khaled Ghorbal-Tunisia/Francia, 2001 -
martedì 7 marzo – dalle ore 19.30
COUSINES di Lyes Salem-Algeria, 2003 -
LA DISPERAZIONE : RACHIDA di Yamina Bachir-Chouik-Algeria/Francia, 2002 -
Le proiezioni si terranno presso il Fondo Verri di Lecce
in via Santa Maria del Paradiso 8.a Lecce – tel.0832304522
L' ingresso è gratuito.
Sarebbe da andarci!
Nell'ambito delle manifestazioni promosse dal Comune di Noci per la Giornata della Memoria,
I poeti che scegliamo:
Gioia Perrone
C’era qualcuno dietro le persiane verdi? Punte di coda di corridoi
con odori di legni, ai lati altre stanze di ombre, di frescure
mi viene di fare l’amore sui letti nascosti dietro a zanzariere di pomeriggio
oh mi viene, a pancia sotto
sentire all’ombelico le lenzuola
E sulle guance strofinarmi un odore disteso, che nessuno vede
all’orecchio il meccanismo onirico di molle.
Oh che mi viene, zitto zitto di siesta, allora son viva (!)
Una cosa così, me la faccio la felicità
una cosa ragazzina, nascondina
una cosa di gioco, di ammattire a un tratto.
Lungo cammino di altri luoghi, un giorno indietro, incalcolabile ormai
Ormai
ormai
ormai,
mai ormai, che detestavi "or-mai"
lo detesto! Lo detesto! Tu dicevi
tu, tu, tu, tu, che non hai gia tratto, un colorito ancora
una pittura di pelle, e un..calore, ancora sei, un poco vago
come ombra e frescura e zanzara, come molla cricchiante all’orecchio.
torna a ogni ora la cicala e la vecchina nera
girotondo di vecchina nera calma e quieta mi passa
sulla pancia per sparire nel piccolo bosco di mirto rosa
Dove io ho trovato il nascondiglio del coniglio
e dove lo chiamo di tanto in tanto
coniglio razzo più di fulmine in cielo
più del bacio paventato, del trambusto dell’amorino nato
Del graffio di corsa alla caviglia
quando si vola sul grano
e si ride
e si suda
ti avessi avuto e incantato così come si gioca…
La sera mi sopravvive.
Geometrica nella sua nebbiolina
nel suo richiamo cadenzato, di ninnaò ninnaò e gatti
rasenti il tufo e le soglie scure
funambolate tra un crocicchio e l’altro che è sempre strada.
Mi appariva qualcosa, la linea della testa, di uomo
non di coniglio o lepre o animale di bosco ancora
dietro alla persiana inarrivabile in fondo, troppo infondo
al corridoio, troppo che si dica –chi è? Serve qualcosa?-
solo a indugiare sull’ombra a disegnarsi un nome
solo a dire, trapassa, appari se sei lo spettro viola
delle lenzuola fresche
avanti, trapassa, che non ho gambe
che le ho perse nelle stanze al lato, le stanze scure del pomeriggio
dove si fanno le battaglie e dove giacciono morticine
come orgasmi le ore consumate
così vieni, se sei lo spettro, trasfigura, fluisci attraverso
mostrami il raggio lucente di questo prodigio che immagino
da questa fessura dietro cui spalanca l’estate
come una donna dei brutti costumi
e come una musica
che mi drizza in piedi, su nuove gambe in affitto
per l’occasione.
E nessuno venne, attraverso, nessuno apparve
e nessuno andò ad aprire
e nessuno venne a chiamarmi
e nessuno, nessuno, nessuno
scovò il coniglio.
g.

Balafon Itinerante
dal Balafon Festival - Arte e Cultura della diaspora nera
Quattro incontri al Fondo Verri da Febbraio ogni Martedì
prossimamente il calendario...