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accoglie l'eredita' e l'operativita' del maestro di scrittura e di vita Antonio Leonardo Verri.

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martedì, 31 gennaio 2006

Associazione Culturale Fondo Verri

Stagione 2006 / Presidi del libro _ Lecce

Meltèmi

Sabato 4 febbraio, dalle ore 19.30, presso il Fondo Verri, in via Santa maria del Paradiso 8, (pressi Porta Rudiae) a Lecce, Mauro Marino presenta Meltèmi 24 poesie di Alain G. Barbato, Besa editrice.

 

 

In Grecia il Meltèmi è un vento forte e fresco che spira da nord; d’estate porta con se gli odori, gli umori e le leggende antiche che fanno incantata quella terra. E da li viene l’ispirazione di questo canto d’amore che fonde umori, passioni, leggerezze che invocano una dimensione storica, nella nostalgia d’un passato che nel Mediterraneo tra verità ed invenzione cullava la vita, il desiderio e l’amore.

Alain G. Barbato è nato a Capua, in provincia di Caserta e fin dalla giovane età vive a Brindisi, per cui si considera pugliese a pieno titolo. Molto intensa la sua attività in rete, cura su internet blog di politica e attualità (http://zenblog.splinder.com) e di poesia (http://incantidiversi.splinder.com). Oltre che di  Meltèmi è autore della raccolta di poesie Fughe a due, pubblicata come e-book dalla Kultvirtualpress.


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lunedì, 30 gennaio 2006

 

 

Prossimamente al Fondo Verri

AWMR ITALIA presenta

BALAFON ITINERANTE

II EDIZIONE 14 febbraio - 15 maggio 2006

 

Nell’ambito della XV edizione del BALAFON FESTIVAL - ARTE E CULTURA DELLA DIASPORA NERA, si svolge il secondo appuntamento con il BALAFON ITINERANTE. Lo scopo della manifestazione è quello di estendere la fruibilità del BALAFON FESTIVAL, collocato nella città di Bari, alle diverse realtà regionali e non, che spesso incontrano difficoltà nel raggiungere il capoluogo.  Si vuole così promuovere la diffusione delle diverse realtà culturali e artistiche dell’Africa e del Medio Oriente, delle isole caraibiche e del Pacifico e dell’America Latina.La nostra terra è al centro dei flussi migratori ormai da diversi anni. È di vitale importanza conoscere le diverse culture che giungono nel nostro Paese attraverso storie sempre sofferte e persone troppo spesso ignorate. Si vuole allora creare una reale e proficua interazione, che veda sempre più l’Italia e in particolare la Puglia e il Sud come arche di pace e non come archi di guerra, secondo le parole di don Tonino Bello. Solo comprendendo le diversità con cui entriamo in contatto quotidianamente potremo realmente conoscere l’altro e costruire qualcosa di concreto. 

Il cielo sulla Terra:donne e bambini in Africa

martedì  14 febbraio – dalle ore 19.30

A NOUS LA RUE di Moustapha Dao-Burkina Faso, 1989 - 16’

LA DIGNITÀ : YAABA di Idrissa Ouedraogo-Burkina Faso, 1989 - 89’

martedì  21 febbraio – dalle ore 19.30

SOUKO di Issiakà Konate-Burkina Faso, 1998 - 45’

LA FIEREZZA : FLAME di Ingrid Sinclair-Zimbabwe, 1997 - 87’

martedì  28 febbraio – dalle ore 19.30

IL CORAGGIO: FATMA di Khaled Ghorbal-Tunisia/Francia, 2001 - 124’

martedì  7 marzo – dalle ore 19.30

COUSINES di Lyes Salem-Algeria, 2003 - 31’

LA DISPERAZIONE : RACHIDA di Yamina Bachir-Chouik-Algeria/Francia, 2002 - 100’

Le proiezioni si terranno presso il Fondo Verri di Lecce

in via Santa Maria del  Paradiso 8.a  Lecce – tel.0832304522

L' ingresso è gratuito.


postato da: mmmotus alle ore 11:18 | link | commenti (4)
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venerdì, 27 gennaio 2006

Onore a Mozart


postato da: mmmotus alle ore 19:34 | link | commenti (1)
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giovedì, 26 gennaio 2006

Sarebbe da andarci!

Nell'ambito delle manifestazioni promosse dal Comune di Noci per la Giornata della Memoria,

sabato 28 gennaio, alle 19,30,
presso la Sala Convegni di via Pio XII,
 
concerto di
Café Klez
 
Vittorino CURCI  sax alto
Giuseppe AMATULLI violino
Nicola FIORELLI fisarmonica
Camillo  PACE contrabbasso
Ciccio TURI batteria
 
Ingresso libero

postato da: mmmotus alle ore 17:25 | link | commenti
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I poeti che scegliamo:

Gioia Perrone

C’era qualcuno dietro le persiane verdi? Punte di coda di corridoi
con odori di legni, ai lati altre stanze di ombre, di frescure
mi viene di fare l’amore sui letti nascosti dietro a zanzariere di pomeriggio
oh mi viene, a pancia sotto
sentire all’ombelico le lenzuola
E sulle guance strofinarmi un odore disteso, che nessuno vede
all’orecchio il meccanismo onirico di molle.

Oh che mi viene, zitto zitto di siesta, allora son viva (!)
Una cosa così, me la faccio la felicità
una cosa ragazzina, nascondina
una cosa di gioco, di ammattire a un tratto.
Lungo cammino di altri luoghi, un giorno indietro, incalcolabile ormai

Ormai
ormai
ormai,
mai ormai, che detestavi "or-mai"
lo detesto! Lo detesto! Tu dicevi
tu, tu, tu, tu, che non hai gia tratto, un colorito ancora
una pittura di pelle, e un..calore, ancora sei, un poco vago
come ombra e frescura e zanzara, come molla cricchiante all’orecchio.
torna a ogni ora la cicala e la vecchina nera
girotondo di vecchina nera calma e quieta mi passa
sulla pancia per sparire nel piccolo bosco di mirto rosa

Dove io ho trovato il nascondiglio del coniglio
e dove lo chiamo di tanto in tanto
coniglio razzo più di fulmine in cielo
più del bacio paventato, del trambusto dell’amorino nato
Del graffio di corsa alla caviglia
quando si vola sul grano
e si ride

e si suda

ti avessi avuto e incantato così come si gioca…

La sera mi sopravvive.
Geometrica nella sua nebbiolina
nel suo richiamo cadenzato, di ninnaò ninnaò e gatti
rasenti il tufo e le soglie scure
funambolate tra un crocicchio e l’altro che è sempre strada.

Mi appariva qualcosa, la linea della testa, di uomo
non di coniglio o lepre o animale di bosco ancora
dietro alla persiana inarrivabile in fondo, troppo infondo
al corridoio, troppo che si dica –chi è? Serve qualcosa?-
solo a indugiare sull’ombra a disegnarsi un nome
solo a dire, trapassa, appari se sei lo spettro viola
delle lenzuola fresche
avanti, trapassa, che non ho gambe
che le ho perse nelle stanze al lato, le stanze scure del pomeriggio
dove si fanno le battaglie e dove giacciono morticine
come orgasmi le ore consumate
così vieni, se sei lo spettro, trasfigura, fluisci attraverso
mostrami il raggio lucente di questo prodigio che immagino
da questa fessura dietro cui spalanca l’estate
come una donna dei brutti costumi
e come una musica
che mi drizza in piedi, su nuove gambe in affitto
per l’occasione.

E nessuno venne, attraverso, nessuno apparve
e nessuno andò ad aprire
e nessuno venne a chiamarmi
e nessuno, nessuno, nessuno
scovò il coniglio.

 g.



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mercoledì, 25 gennaio 2006

Balafon Itinerante

dal Balafon Festival - Arte e Cultura della diaspora nera

Quattro incontri al Fondo Verri da Febbraio ogni Martedì

prossimamente il calendario...


postato da: mmmotus alle ore 19:30 | link | commenti (1)
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martedì, 24 gennaio 2006

27 Gennaio 2006


postato da: mmmotus alle ore 07:35 | link | commenti (2)
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