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martedì, 27 giugno 2006

Venerdì 30 giugno 2006
Palazzo Adorno ore 19.00
Lilia Zaouali conversa con Eugene Ebodè
 
Venerdì 30 giugno, dalle 19.00 nel cortile di Palazzo Adorno, sarà lo scrittore camerunense Eugène Ebodé a chiudere le istantanee d’Africa - storie e letture nella rassegna di culture migranti della Provincia di Lecce, Negroamaro - confrontandosi con la saggista tunisina Lilia Zaouali sul tema dei porti africani. Quello di Douala come quello di Sfax, luoghi di confine, di incontri e di scambi proficui. ... Il Marsigliese che sono diventato percepisce ancora la nostalgia del tempo dell’adolescenza, quando tutto sembrava aperto ai giovani in Africa. Loro hanno il sentimento crudelmente tenace che la morte li inviti ogni giorno al suo regno. Mi resta dei miei otto ultimi mesi nel Pays des Crevettes (Paese dei gamberi) la somma delle gioie straordinarie che ci procurava la musica... . La scrittura di Eugene Ebodè è versatile e densamente riflessiva. Si è formato in Francia dove è molto noto, diplomato in scienze politiche è consigliere municipale nel comune di Villepreux, delegato alla cultura.

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Associazione Culturale
Fondo Verri
Stagione 2006 / Presidi del libro _ Lecce
Comunicato stampa
 
Giovedì 29 giugno 2006, dalle ore 20.00
Enzo Mansueto
presenta e legge da
Ultracorpi
[edizioni d’if]
 
Giocando sul topos abusato de L’invasione degli ultracorpi, Enzo Mansueto apparecchia un paesaggio poetico inquietante e rovinosamente allegorico. Il “programma”, che sia quello televisivo o un softtware o la parola stessa ritornellata, entra dentro di noi, sostituendoci a mano a mano. Scrive di Ultracorpi  Antonio Prete: “…un equilibrio misuratissimo e sapiente di musica e ironia, di allucinata rappresentazione postumana. Corpo che mirabilmente diventa corpo poetico: anch'esso postlirico, inclusivo però di un gioco delle rime e di uso abilissimo dell'endecasillabo che disloca la poesia in un punto neutro (contemporaneo?) consapevole della sua storia e tradizione diventata detrito, citazione, maniera, fossile. Nella serata interventi di Rossano Astremo, Luciano Pagano.

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domenica, 18 giugno 2006

Lecce, Palazzo Adorno, Venerdì 23 giugno, dalle ore 18.30
Istantanee d'Africa - Storie e letture
Salento Negroamaro Festival delle culture Migranti
 
Multiculturalismo, integrazione: queste parole sono manifesti. Quello di cui c’è veramente bisogno è di un confronto in grado di costruire dei percorsi. Solo alla fine di un impegno non banale, perché implica mettere in gioco sé stessi e le proprie comode convinzioni, possiamo provare a mettere dietro a quei manifesti anche della sostanza.
 
Lilia Zaouali
 
L’Islam a tavola (Edizioni Laterza I Robinson / Letture)
 
“I modelli culinari hanno circolato con le guerre di conquista e gli spostamenti stagionali delle popolazioni, con i romani che dominarono tutto il perimetro costiero del Mediterraneo e i persiani arrivati fino in Egitto – per quanto per un tempo molto breve -, con le migrazioni dei nomadi alla ricerca di nuovi pascoli o respinti da tribù rivali.”
 
... Molte delle pietanze tuttora in uso in Europa hanno antichissima origine (la prevalenza è di epoca medievale) e i loro nomi, in italiano, spagnolo o francese, indicano un’origine araba, tanto grande fu l’influenza di quella cucina (e di quella cultura) in tutto il Mediterraneo. La seconda parte  del volumedi Lilia Zaouali, propone poi numerose ricette islamiche medievali, alcune riportate così come erano state trascritte dalla fonte originale, altre hanno richiesto un adattamento perché alcuni ingredienti non sono più disponibili. Alcune belle illustrazioni poste al centro del libro mostrano vasellami o scene di tavole imbandite che rispecchiano le abitudini alimentari delle corti e delle élite così che si possa ben osservare la ricercatezza e la raffinatezza dei costumi di un mondo che oggi è giudicato, per semplice ignoranza, di “civiltà inferiore”.
 
UN PRANZO TRA AMICI
«Un giorno, uno dei cuochi del sultano si presentò a un gruppo di amici che giocavano a scacchi, i quali lo invitarono a prendere posto. Si accomodò, prese parte al gioco e cominciò così a frequentarli nel suo giorno di riposo. Dopo il gioco li accompagnava a casa di quello che per turno riceveva, fino al giorno in cui gli chiesero di cucinare per loro come faceva per il sultano. Il giovanotto che riceveva voleva un sikbaj. Il cuoco del sultano allora gli domandò: ‘Chi cucina di solito per te?', 'Il mio domestico', rispose, e lo chiamò. Dopo averlo interrogato sul modo di preparare il sikbaj, il cuoco del sultano gli chiese di portargli la pignatta in cui aveva l'abitudine di preparare quel piatto. Quando l'ebbe vista, ordinò di pulirla bene con l'argilla. Il ragazzo lavò più volte il recipiente e ogni volta il cuoco del sultano annusava la pignatta, poi chiedeva che si ripetesse l'operazione, fino al momento in cui ordinò di lavarla con del sedano. Finalmente, dopo avere annusato la pignatta, disse: 'Bene, adesso è pulita ' e, sempre stando seduto a giocare a scacchi, disse al ragazzo di cucinare il piatto secondo le sue abitudini.
L’autrice
Lilia Zaouali
è nata nel 1960 a Sfax, in Tunisia. Parla e scrive in arabo, francese, italiano e inglese. Dopo aver concluso il dottorato al Dipartimento di Studi arabi e islamici dell’Università Sorbonne -Paris-IV, ha insegnato Antropologia del mondo musulmano all’Università Paris-VII e presso la Sarah Lawrence American Academy. Si è dedicato poi alla studio della storia dei porti maghrebini e di alcuni gruppi etnici. Attualmente vive prevalentemente tra Torino e Tunisi e tiene corsi di Istituzioni formali e informali nell’Islam presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Piemonte Orientale, Alessandria. Da quando ha iniziato a dedicarsi principalmente alla storia del cibo collabora con l’organizzazione internazionale Slow Food.
 

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giovedì, 15 giugno 2006

Salento Negroamaro 2006 - sezione letteratura

istantanee d'africa

Letture e Storie

Aminata Fofana

venerdì 16 luglio 2006 ore 19.30

Palazzo Adorno - Lecce

Venerdì 16 giugno 2006 presso Palazzo Adorno,si apre Istantanee d’Africa: storie e letture,sezione di letteratura del Festival Negroamaro 2006, rassegna delle culture migranti quest’anno dedicata all’Africa. La sezione, curata da Massimo Bray e Francesco Zippel dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. L’avvio è alle 17.00 presso Palazzo Adorno a Lecce con un seminario introduttivo in cui studiosi e autori si confronteranno sul tema Africa e Italia incroci di culturecon l’intento di introdurre il tema della rassegna da una serie di prospettive differenti. Ci saranno due scrittrici di talento, Ubah e Aminata Fofana, che parleranno della loro esperienza di ‘africane d’Italia’, trasferitesi nel nostro paese per motivi differenti ma mosse dal medesimo desiderio di racontare le proprie tradizioni con l’ausilio della lingua italiana. Davide Bregola e Roberto Piangatelli invece parleranno della loro esperienza di studiosi e delineeranno il primo i ‘movimenti’ di una cultura migrante come quella africana verso il nostro Paese e il secondo la sua esperienza di traduttore di uno dei capolavori della letteratura africana, Sozaboy del nigeriano Ken-Saro Wiwa. La professoressa Monica Ruocco ci permetterà poi di ‘leggere’ il modo in cui la letteratura africana viene fruita e divulgata nel nostro paese, idealmente sostenuta da Padre Matteo Merletto il quale parlerà della sua esperienza di divulgatore della cultura africana presso i più piccoli attraverso la sua pubblicazione PM, Il Piccolo Missionario. Ospite d’onore di questo seminario sarà Monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso la Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il quale dall’alto della sua esperienza apostolica e missionaria stendera’ idealmente un ‘ponte’ tra questi due mondi. Quest’incontro d’apertura darà il via a una serie di letture in cui le storie d’Africa prenderanno vita attraverso le parole dei protagonisti i quali, all’interno della cornice dei cortili barocchi leccesi e accompagnati dalle suadenti note musicali di Roberto Gagliardi, racconteranno le loro ‘istantanee d’Africa’. Ubah, Aminata Fofana, Ilaria Seclì e Roberto Piangatelli con i versi di Wiwa saranno i primi che tra venerdì 16 (sempre a Palazzo Adorno, subito dopo l’incontro) e sabato 17 giugno (dalle 20.00 sulla Terrazza di Palazzo Famularo a Lecce) ci guideranno in questa scoperta.
Aminata Fofana nasce in Guinea. Trascorre l’infanzia immersa nella vita tribale del suo piccolo villaggio fatto di capanne di fango fra numerosi fratelli, sorelle, matrigne e cugini, con guerrieri e pescatori, ascoltando i suoni dell’immensa foresta che la circonda. La sua vita è segnata profondamente dalla figura del nonno, grande uomo di ginnah bjè, magia bianca, designato morikè(sciamano) della tribù da una profezia. Appena adolescente, Aminata lascia con la sua famiglia la vita incontaminata del villaggio e si trasferisce a Kindia, una città alle porte della capitale Conakry. Qui, dopo aver affrontato i primi difficili adattamenti alla nuova vita, fa un salto ancora più grande; lascia tutto indietro e si trasferisce da sola in Europa. A Roma inizia a fare la modella, lavoro che la porta a Parigi e a Londra. In quest’ultima città, accompagnando un amico in una sala di registrazione, scopre la sua voce e incide l’album internazionale The Greatest Dream con la casa discografica Mercury di Londra. Nella realizzazione di questo lavoro collaborano con lei musicisti come i Massive Attacke iFugees di Wyclef Jean e Craig Armstrong. Da anni vive a Roma e La luna che mi seguiva è il suo primo libro scritto direttamente in italiano, lingua da lei adottata.]
Ubah Cristina Ali Farah è nata a Verona il 29 maggio 1973 da padre somalo e da madre italiana. È vissuta a Mogadiscio (Somalia) dal 1976 al 1991 quando è stata costretta a fuggire a causa della guerra civile scoppiata nel paese.  Si è trasferita per alcuni anni a Pécs, in Ungheria, e in seguito a Verona.  Dal 1997 vive stabilmente a Roma. È redattrice dell'Agenzia Migranews e  delle riviste di letteratura della migrazione el Ghibli e Caffè.  Ha pubblicato racconti e poesie in diverse antologie e riviste come Nuovi Argomenti, Quaderni del 900, Pagine, Sagarana, El Ghibli, Caffè,  Crocevia.è di recente pubblicazione l'antologia "Ai confini del verso", Le Lettere, Firenze, 2006 curata da Mia Lecomte.  A New Map: The poetry of Migrant Writers in Italy curata da Mia Lecomte e Luigi Bonaffini è in uscita negli Stati Uniti. Nel 2006 ha vinto la prima edizione del premio Lingua madre alla Fiera internazionale del libro di Torino.
Roberto Piangatelli è nato a San Severino Marche nel 1961. Dopo gli studi liceali si laurea in Lettere moderne con una tesi sull’opera poetica di Andrea Zanzotto. Durante l’università collabora con riviste letterarie. Ha pubblicato saggi letterari, testi poetici, un romanzo breve. E’ stato insegnante e preside incaricato della Scuola Media Italiana di Port Harcourt (Nigeria) dall’1989 al 1992. Ha tradotto varie poesie di Ken Saro-Wiwa fra cui il celebre poemetto Dis Nigeria Sef, pubblicato poi in Italia su Alias. Ha tradotto Sozaboy di Ken Saro-Wiwa per Baldini e Castoldi. Non riesce mai a restare serio.

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martedì, 06 giugno 2006

L'incontro con Edoardo Albinati e Luigi Negro

per la presentazione di

Tuttalpiù muoio (Fandango)

scritto con Filippo Timi

si terrà presso la

Torre del Parco

sabato 10 giugno 2006, dalle ore 20.00


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giovedì, 01 giugno 2006

Filo!

Se ti aspetti una storia per sognare, o una vita da rubare,

scordatelo!

(c'è un incidere della frase, che parla...

e tutto il libro è così, parlato. Con le pause che virano i discorsi

li mischiano... in andature che portano il riso e lo stigma della malinconia...

ciò che manca, manca, manca, manca)

...


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