giornale d'attività
Le cose di Giugno
rassegna di libri e di autori
venerdì 1 giugno, h.20, Fondo Verri
Lorenzo Capone e Maurizio Nocera presentano
Ancòra un anno
poesie di Salvatore Toma (luglio 1978 – gennaio 1980)
Letture di Piero Rapanà e Mauro Marino
Venerdì 1 giugno, dalle ore 20 presso il Fondo Verri, Lorenzo Capone e Maurizio Nocera presentano Ancòra un anno poesie di Salvatore Toma (luglio 1978 – gennaio 1980), letture a cura di Piero Rapanà e Mauro Marino.
A vent’anni dalla scomparsa del “poeta dei liburni e dei corbezzoli” così affettuosamente Antonio Verri definiva Salvatore Toma, l’editore Lorenzo Capone ci ripropone la raccolta di testi poetici Ancòra un anno (1978- 1980). Toma che oggi ricordiamo soprattutto come autore del Canzoniere della morte - edito nella collana bianca di Einaudi nel 1999 su iniziativa di Maria Corti - trova in questa raccolta un voce densa di vitalità, “una religione dell’uomo e della natura tutta fondata sul sentimento di una purezza universale da salvare dagli attacchi devastatori di una società antiumana e antinaturale”, un poeta essenziale che con la forza dell’ingenuo, del “puro-folle”, del santo mischia sentimenti. Trepidante, in allerta, col cuore in mano chiede pietà, porta la voce degli uomini e la loro incredulità.
La presentazione del volume rientra ne “Le cose di Giugno” rassegna di libri e di scrittori. I prossimi titoli in programma: “Le fiamme di Supersex” di Raffaele Polo per l’editore Lupo e “Carte segrete” a cura di Alessandra Bianco per Besa.
Maggio e le rose
rassegna di libri e di autori a cura di Mauro Marino
Sabato 26 maggio, h.21, Fondo Verri
Adria
Claudio Prima, Meli Hajderaj, Redi Hasa
in concerto
Adria come Adriatico. Terra di mezzo fatta di armonie e discordanze, crocevia di culture e di popoli migranti. Affonda le radici a Sud e rivolge lo sguardo alla Terra delle Aquile, il nuovo progetto-laboratorio nato all’ombra del barocco leccese, nella casa-studio di via del Sindaco Marangio, nel cuore del borgo antico. Dalla Puglia degli ulivi secolari a quella che un tempo fu la dimora degli Illiri, Adria dà corpo e respiro a dimensioni sonore di grande incisività, spaziando dai brani tradizionali albanesi, opportunamente riarrangiati, ad un repertorio completamente inedito, in cui si fondono ritmi e culture, nel nome della sperimentazione che da sempre ha contraddistinto la musica del progetto-laboratorio. Una realtà che dischiude le porte ad Est, dalla Puglia e dal Salento si apre all’Albania, lasciandosi permeare da quell’ “adriaticità” che ha il sapore intenso della salsedine che resta addosso ai migranti e nel cuore di chi si ferma. Sempre. “La nota peculiare di Adria, a parte il territorio di scambio, ovvero Puglia e Albania, è l’uso degli strumenti: l’organetto ed il violoncello, infatti, sono strumenti versatili, soprattutto per come li utilizziamo noi. Diventano, infatti, rappresentanti della cultura d’origine, ma al contempo pionieri di nuove adunanze timbriche, nella ricerca costante di potenzialità ancora inespresse”, sottolinea Claudio Prima, organetto e voce. Con lui in quest’avventura artistica che si aggiunge alle già fortunate esperienze di Manigold e Tabulè, due musicisti albanesi: la cantante Meli Hajderaj ed il violoncellista Redi Hasa. “Con Adria si congiunge la ricerca condotta in questi anni da ognuno di noi, volta a reinterpretare in chiave personale le melodie e i ritmi di una tradizione che dà sempre più respiro alle sensibilità musicali ‘moderne’ e che ne esalta l’intensa forza evocativa”.
F O R M E
curata da Caterina Gerardi e Paola Lena
Maggio e le rose
rassegna di libri e di autori a cura di Mauro Marino
Alla presenza dell’autore, sabato 19 maggio, alle ore 20.00, negli spazi espositivi del FONDO VERRI, a Lecce, verrà inaugurata una mostra di opere fotografiche di Adriano Perini,
F O R M E
voluta e curata da Caterina Gerardi e Paola Lena.
La mostra, che raccoglie una decina di immagini analogiche di grande formato in bianco e nero, presenta una sintesi dei lavori più noti del fotografo triestino che ben rappresentano il particolare approccio visuale che l’Autore ha nei confronti delle
F O R M E architettoniche. Dopo aver lavorato molto nel ritrarre la natura di parchi e giardini di villa, oggetto delle precedenti mostre, questa volta Adriano Perini si sofferma particolarmente sull’opera dell’uomo. E’ infatti l’aspetto architettonico il soggetto privilegiato in questa mostra, sia che prenda forma da un’operazione effettuata sulla natura, sia che si esprima attraverso la creazione di manufatti.
Come ha avuto modo di scrivere Guido Cecere sull’autore triestino :
“Funzionale ed opportuna limitazione del campo di presa “ è la definizione che il dizionario fornisce per il termine “inquadratura”.
Si addice perfettamente al lavoro di Adriano Perini, poiché esso si presenta come il risultato di meditate ed equilibrate scelte nella visione.
Un lavoro “a togliere”, un esercizio della contemplazione che non richiede velocità anzi, al contrario, lentezza e desiderio di trasmettere quasi un senso di rispetto per la natura e per certi magici equilibri che talvolta l’uomo ha saputo stabilire con essa, quando si è espresso al meglio con l’architettura.
E’ una fotografia in cui si percepisce una concentrazione tesa e sospesa, a volte ricca di un’atmosfera quasi metafisica, grazie anche ad una luce precisa e tagliente.
Una fotografia che nel bianco e nero trova origini antiche e classiche, una fotografia straight anche se le etichettature sono sempre un po’ strette e rischiose. La scelta del formato medio per la ripresa e la particolare cura per la stampa, eseguita secondo le migliori tradizioni chimiche, conferiscono a tutto il lavoro un’alta qualità che si traduce non solo in preziosità formale (che anche il non esperto percepisce), ma soprattutto in una ricchezza di messaggi che vanno ben oltre la descrizione superficiale, ed arrivano ad un “bello-profondo” con semplicità e coerenza”.
Adriano Perini ha al suo attivo molte mostre personali in Italia, Slovenia, Austria, Ungheria e Slovacchia e i suoi lavori sono conservati presso archivi pubblici e collezioni private.
E’ inoltre responsabile delle attività dell’Associazione Culturale PHOTO IMAGO, Centro per l’Archiviazione e Divulgazione dell’Immagine Fotografica di Muggia.
La mostra resterà visibile sino a tutto l’8 giugno 2007 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00.
Fondo Verri, domenica 13 maggio ‘07 ore 21.30
Che Fortuna…sono qui
Teatro-Poesia e musica in un atto unico
TeatroBlitz / FondoVerri.
di e con G. Piero Rapanà musiche originali Roberto Gagliardi
Testi da: D. Campana / A. Verri / M. Gualtieri / S. Toma / V. Bodini / E . De Candia
Per primo c’è Campana, Dino Campana e la sua “follia” lucida, saggia, di pura visione che sa, sa dire da dove viene il “guasto”, sa con chi prendersela, su chi scaricare la propria inquietudine… e allora…Guglielmo, il Principe del progresso, il Principe delle onde magnetiche, Guglielmo Marconi, ”despota” e “padrone” del progresso, inventore, scienziato… e da lì che viene il cambiamento, la spinta che ha “mutato” la qualità della vita, dell’esistere , del ritmo stesso dello stare quotidiano, della possibilità della comunicazione che sempre di più perde la sua carica di necessità, di poesia, di sentimento. Discorsi di un “folle”, uno spunto necessario per poter formulare un ode a ciò che è rimasto indietro, inesorabilmente perso nello stritolante andare del “progresso”. E la memoria diventa protagonista… saperla, proteggerla, considerarla madre necessaria del sapere, della conoscenza. E vengono odori e paesaggi descritti e sognati attraverso un percorso poetico che coinvolge nel dire, la sensibilità creativa e umana del pittore Edoardo De Candia, degli scrittori Verri e Colella, della poetessa Mariangela Gualtieri, nostri contemporanei, lontani dalla “follia” del poeta di Marradi ma ugualmente consapevoli della necessità di un’inversione, di un rallentamento capace di ridefinire, la natura del nostro vivere. L’incontaminato passato, i piaceri della semplicità, di un vivere fragile e denso, di poco, un vivere attaccato al tempo, al suo scorrere naturale, senza essere travolto “consumato” dalla frenesia del non avere mai tempo abbastanza… dell’essere sempre e comunque al passo del tempo, pari alla sua velocità, a ciò che impone… consumi, mode, vanità… incapaci di fermarsi a dire Che fortuna essere qui… nella pausa del contemplare, del cantare alla natura
“Fate fogli di poesia… di Gianluca Camerino ricordo ad Antonio Verri
Ingresso gratuito si consiglia prenotare