giornale d'attività
Martedì 30 dicembre ‘08
ore 20.00, Anna Maria Sabino Pasquale e Paolo Loperto “Quattro mani e un clavicembalo”
alle 21.30, Domenico Protino, “La guerra dei trent’anni”.
A seguire, alle 21.30, l’autore e cantante Domenico Protino che presenta il suo “La guerra dei trent’anni”. Domenico Protino salentino di Torre Santa Susanna, “ha una bella faccia e molte storie da raccontare. Sono storie semplici, frammenti di vita rubati al quotidiano e inquadrati dal basso, come un fotografo che scatta verso l'alto per prendere luce.
Tra le sue rime baciate e le assonanze brilla il sole pop del Salento, il lato romantico e melodico di una terra sempre più ricca di talenti”.



Sabato 27 dicembre, inizio ore 20.00
Massimo Carrieri con“Seven”
Pino Ricco con il libro “Apri gli occhi” (Ennepilibri), giallo di puglia, che verrà presentato da Alessandra Bianco e Teo Pepe
Secondo appuntamento de “Le Mani e l’Ascolto” sabato 27 dicembre. Alle 20.00, “Seven”, composizioni per piano solo di Massimo Carrieri.
Musicista e compositore Massimo Carrieri è nato a Martina Franca, ha trentatre anni. “Dentro la sua musica sgomitano impegno e intuizioni. Ma la sua carta d'identità è tuttora sconosciuta ad un pubblico più vasto. Anche alle nostre latitudini: che, alla fine, sono anche le sue. Malgrado abbia scritto pure per Antonella Ruggero. E nonostante si siano avvicinati alla sua fonte Nico Morelli o Massimiliano Pitocco, uno dei principi del bandoneón in Italia.
“Seven” è costruito su “sette quadri distinti e, quindi, sette significati differenti”. Album intimista e, sicuramente, anche molto intimo, "Seven" affonda le radici nella classica contemporanea e nasconde una storia suggestiva: “è stato interamente registrato all'interno dell'Istituto di Meditazione e Preghiera "Le Sorgenti", tra Lecce e Novoli. Un giorno ci passai davanti e mi affascinò l'architettura da castello medievale. Poi, è passato del tempo. Successivamente, a spartiti completati, volevo evitare la freddezza di uno studio di registrazione e la routine dei tecnici. Mi ricordai di quel luogo: ci sono rimasto cinque giorni, da solo. C'ero io e la strumentazione appositamente trasportata sin lì per autoregistrarmi: bastava premere un pulsante e suonare”.
Cambio di clima con “Apri gli occhi”, giallo ambientato in Puglia” da Pino Ricco, lo presentano Alessandra Bianco e Teo Pepe. “Un uomo felicemente consapevole della sua serena quotidianità assiste ad una rapina nella quale resta ucciso un tabaccaio. Senza volerlo, incrocia e riconosce il rapinatore-assassino: un suo vecchio compagno di scuola, diventato nel frattempo un pericoloso criminale. Pur decidendo di non denunciarlo, il protagonista si ritrova coinvolto in una vicenda più grande di lui, costretto ad accettare una realtà che non avrebbe mai immaginato di affrontare. La frase “Apri gli occhi!” – che a Bari può essere un semplice saluto, un incoraggiamento, un augurio, una battuta o anche una pesante minaccia – diventa per lui una vera e propria persecuzione. Per sfuggire a pressioni psicologiche, intimidazioni e vessazioni, decide di testimoniare, pur sapendo di dover lasciare la città di cui è innamorato, gli affetti e la sua vita tranquilla”.
L’appuntamento di domenica 28 dicembre è alle 20.00, il pianoforte di Irene Scardia che da i suoni a “I giorni del vento”, testi poetici di Annamaria Amabile, con la partecipazione di Vuaolè vocal quintet e di Federica Siciliano.
Altro poeta ospite Massimiliano Manieri che presenta il ‘singolo’ "Delirio di Collirio".
Libri, esperienze autoriali, ricerche sonore e visuali in una maratona di ascolti che avrà luogo e pubblico dal 26 dicembre al 6 gennaio sfruttando l'acustica della sala a botte che ospita dal 1999 il Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso a Lecce.
Il costante contatto con la scena creativa (musicale e letteraria) è una delle prerogative della storica associazione culturale leccese. “Le mani e l’ascolto” rinnovano il desiderio di costruire avventure sonore proponendo repertori che hanno il pianoforte come elemento di guida e di raccordo delle performance, pretesto di incontri, scambi, creazioni, in una tensione di ricerca che attraversa i generi, i modi d’espressione, l’arte con le sue con-fusioni esistenziali e con il rigore che interviene a fare stile, segno, lingua. I musicisti invitati quest'anno provengono da esperienze diverse: formazione classica, studi di conservatorio, rock – band, jazzisti, blues man, cercatori di suoni, cantautori.
Il programma si apre venerdì, 26 dicembre, alle 20.00, con il pianista Livio Minafra che presenta “La fiamma e il cristallo” performance in solo al pianoforte che è anche un compact disc pubblicato dalla notissima etichetta tedesca Enja. Sedersi al pianoforte e inventare, pensare, ricordare e perché no, nel mentre, anche giocare con gli oggetti e fischiare, cantare insieme agli 88 tasti. Una musica sfuggente e misteriosa Per sfuggente e misteriosa che sia, la musica del giovine pianista e compositore Livio Minafra potrebbe, in fondo, essere così definita: un'idea, o meglio, un concetto che ti balza subito in testa specie se lo ascolti meditando.
Segue alle 21.30, la cantautrice Erica Mou con “Bacio ancora le ferite”, disco d'esordio prodotto da Marco Valente creatore della casa di produzioni musicali “Auand” che è prendi, afferra, in dialetto barese. Raffinata come Irene Grandi, innovativa grazie alla tecnologia che le ha consentito di “campionare” i suoni appena prodotti sul palco e a cantarci sopra, tradizionalista come è solo chi riesce ad incantare il pubblico grazie ad un bicchiere di vetro vuoto fatto vibrare con la percussione di una bacchetta per tamburo.
Sabato, 27 dicembre, alle 20.00, la tastiera è affidata a Massimo Carrieri con “Seven” performance per piano solo. Massimo Carrieri è nato a Martina Franca, ha trentatre anni e qualcosa da dire e da dare con la musica. Le sue sono composizioni corpose, di quelle che lasciano trasparire il lavoro che esiste alla base, nelle fondamenta. Autore giovane, ma sufficientemente navigato, sgambettato dalla scarsa visibilità: sin qui. Perché assorbito da studi lunghi (di arrangiamento e orchestrazione, con Luís Bacalov), in Italia e anche all'estero (al Berkler College of Music di Boston, per esempio). Perché il ritorno alle origini (la Puglia, appunto) è un avvenimento ancora abbastanza giovane.
Segue la presentazione del libro giallo a cura di Alessandra Bianco e Teo Pepe di “Apri gli occhi” del giornalista Pino Ricco. Lo sappiamo, la frase "Apri gli occhi!" - a Bari può essere un semplice saluto, un incoraggiamento, un augurio, una battuta o anche una pesante minaccia e questo diventa per il protagonista del racconto, una vera e propria persecuzione! Cose che capitano alle nostre latitudini!
L'ottava edizione de Le mani e l'ascolto è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce, il Paese Nuovo e la società cooperativa “Nuova generazione” di Martano.

Fondo Verri Presidio del Libro di Lecce
12 dicembre ore 21.00
La poesia mischia lingua
incontro con il poeta maltese Antoine Cassar e il musicista salentino Dario Muci
Antoine Cassar poeta e traduttore è nato a Londra nel 1978 da genitori maltesi, compie i suoi studi tra Malta, Italia e Spagna, e consegue un Degree in Modern European Languages all’università di Durham (UK). Attualmente sta specializzando i suoi studi nell’analisi del sonetto.
I suoi recital mischiano lingue. I mużajki o mosaics poems, sotto la forma metrica del sonetto petrarchesco, miscelano inglese, francese, italiano, maltese e spagnolo in una forma di poesia multilingue. Pubblicati nella prima edizione nell’antologia Ħbula Stirati, (Tightropes), mantengono una loro coerenza ritmica e logica nonostante la forte contaminazione dei linguaggi. I temi affrontati sono la vanità della vita, l’amore nelle sue ambiguità, i tragici effetti del colonialismo.
Dario Muci “Sulu...un uomo del Sud”
Questa è la mia terra…il mio sud.
Terra di popoli…terra di partenze e di arrivi, dell’oro verde… dei coralli e dei fondali marini. Terra di riti e tradizioni… di pietre sacre, pagghiare, parazioni. Terra dei mari…dei venti… di torri vedette, grotte, re danzanti… Terra di travagghiu e disoccupazione, terra di passaggiu, di accoglienza e di emigrazione. Questa è la mia terra…e c’è tanto da scrivere. Questo è il mio sud…il Salento, questa…la nostra musica
Un affascinante viaggio nella musica popolare salentina. Accompagnato dalla sua chitarra, Dario Muci, interpreta il classico e l’inedito repertorio tradizionale della sua terra, omaggiando tra l’altro alcuni dei più grandi cantastorie e cantori del sud Italia, da Otello Profazio a Matteo Salvatore, da Rosa Balistreri a Uccio Aloisi. Un percorso nella tradizione orale del nostro paese, intrecciato a momenti significativi che hanno caratterizzato la vita e la crescita
dell’artista. Il Salento ritrovato da Dario Muci, l’indelebile ricordo dei canti origliati dalle campagne dei nonni, le registrazioni sul campo,la world music, il teatro con Pamela Villoresi e il cinema di Edoardo Winspeare. Canti trovati e rielaborati nei suoi tanti progetti, ripercorsi in
quest’ultima fatica dal titolo “Sulu, un uomo del Sud”.Dal 27 novembre ho portato questo spettacolo a Chieti, Venezia, Treviso, Roma, Viareggio, Forlìmpopoli e infine Lecce per concludere il tour.
L’ iniziativa è promossa dalla Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo
in collaborazione con “Associazione Presìdi del libro”
per info.fondoverri@tiscali.it
0832.304522