giornale d'attività
Aspettando Primavera
dal 22 febbraio al 22 marzo.
Libri Poesia Musica Teatro
Il 22 febbraio, Antonio Verri, il poeta di Caprarica, avrebbe compiuto, sessantanni. E il Fondo a lui dedicato gli dedica una rassegna di scritture, di versi, di suoni e di immagini che proseguirà sino all 22 marzo: Aspettando Primavera.
Il primo appuntamento domenica 22 febbraio, alle 20.00, sarà presentato il cd delle “Contadine e trattoristi di Torchiarolo”: “Aria stisa”, frutto di una ricerca sul campo svolta da Enza Pagliara sui canti di tradizione orale presenti nel comune di Torchiarolo. Alla presentazione saranno presenti: la curatrice Enza Pagliara, Rossella Pinto, testimonial del folk revival salentino con il Canzoniere Grecanico Salentino, Michele Signore, testimone del folk revival campano con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Giuseppe Spedicato etnomusicologo e curatore delle note musicali di “Aria stisa”, Luigi Chiriatti ricercatore ed editore di numerose pubblicazioni di ricerche sul campo e Giuseppe Tarantino musicista e critico musicale.
“Aria Stisa”, è stato pubblicato dalla prestigiosa collana 'Ethnica', curata dal ricercatore ed etnomusicologo Pino Gala.
Enza Pagliara, comincia ad interessarsi della cultura orale, della sua terra in giovanissima età. Col passare degli anni, l’attenzione per la tradizione, si arricchisce di conoscenze di carattere metodologico e nel 2000 segue presso l’Università di Saint Denis di Parigi, il corso di “Canto contadino” tenuto da Giovanna Marini, con la quale partecipa a due campagne di ricerca sul campo. Nel 2004 consegue un Diploma di “Formazione per la raccolta, trattamento e conservazione delle fonti orali”, rilasciato dall’Istituto Ernesto De Martino di Venezia. Fonte inesauribile di conoscenza saranno oltre alla famiglia, e agli innumerevoli cantori e cantrici, la zia paterna Annunziata Pagliara, lo zio Francesco Miglietta, Franchina Lorfei e Fernanda Fiorentino.
Le altre domeniche di “Aspettando primavera”
Domenica 1 marzo, alle 20.00, “La Mirabile Visione”, frammenti da “La vita Nova di Dante Alighieri” con Simone Giorgino e Luigi Scorrano a seguire e alle 21.30, “Corpi d’arco” di e con Francesco Del Prete.
Domenica 8 marzo, alle 20.00, in scena “Marini Vera fu Gaetano” di e con Elena Cantarone e alle 21.30, “ L’altro Cielo”, jazz, pop e canzoni d’autore con Leo Tenneriello ed Ettore Carucci
Domenica 15 marzo, alle 20.00, “T'insegnerò a volare” dialogo con un maestro di Daniela Cretì
e alle 21.30, “Intra lu puzzu meu” con Salvatore Brigante.
Domenica 22 marzo, alle 20.00, Annamaria Mangia presenta la raccolta di versi “Lungo i fiumi dell’odore dell'origano” di Agostino Casciaro a alle 21.00, “Quista è la strada delle donne belle” con Cincia Villani, Maria Mazzotta, Carla Maniglio.
Mese della Memoria
Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo
Presidi del libro
Associazione Culturale Fondo Verri, presidio del libro di Lecce
Venerdì 6 febbraio 2008, alle ore 19.30
Antonella Tarpino
Geografie della memoria, Einaudi
Antonella Tarpino, storica, analizza le parole legate alla 'geografia della memoria' in occasione del le iniziative che l'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, di concerto con i Presidi del libro, ha indetto per celebrare il Giorno della Memoria.
Nella metamorfosi della memoria contemporanea cambiano i luoghi del ricordare.
La memoria si ritrae dagli ambiti tradizionali dello spazio pubblico per privilegiare la sfera piú intima della vita quotidiana. E la casa, l'antica dimora, finisce per costituire il raccordo emblematico fra memoria e durata.
Il fragile legame tra passato e presente passa attraverso le riflessioni su alcune voci evocative come "rovina", "oblio", "casa", "compassione" e "quotidianità".
Con il loro corredo di oggetti e arredi, le case sono testimoni indelebili del trascorrere del tempo e dei volubili sentimenti che lo accompagnano. Fin dalle origini della memoria come tecnica oratoria, quando gli antichi retori usavano riporvi idealmente parole e cose. Geografie del ricordo divengono cosí le millenarie case in pietra dei villaggi rupestri del Mediterraneo, ma anche le case della mente descritte in tanti romanzi e poi trasfigurate nei remake cinematografici; mentre una vera e propria guerra delle memorie è custodita, a volerla interrogare, tra le rovine dolenti di un borgo francese distrutto dai nazisti. O ancora, seguendo un percorso largamente sperimentale, si possono scorgere nelle periferie delle città, seminascosti da imponenti caseggiati, i relitti di antiche cascine capaci di narrare la storia del territorio.
Tracce di un legame sempre piú incerto e fragile tra il passato e il presente, che solo l'evocazione dei simboli universali dell'esistenza (il profilo familiare della casa delle origini o una culla annerita fra le macerie di un villaggio martire) trattiene in vita.
Antonella Tarpino ha pubblicato i volumi Sentimenti del passato. La dimensione esistenziale del lavoro storico (La Nuova Italia 1997 ) e Geografie della memoria (Einaudi 2008).