giornale d'attivitÃ
4° FESTIVAL DEL CINEMA INVISIBILE
Lecce, Accademia di Belle Arti/Fondo Verri – 27/30 Agosto 2009
Giovedi 27 Agosto
Da oggi sino a domenica grande appuntamento a Lecce con la quarta edizione del Festival del Cinema Invisibile, la manifestazione dedicata ai migliori film e documentari del recente cinema indipendente italiano, realizzata dal Circolo del Cinema Fiori di Fuoco e dalla U.I.C.C., con il patrocinio e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema e il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e di “Festival of Festivals”, sotto la direzione artistica di Nicola Neto e Ornella Striani.
Già dalla mattina presso il Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso, si potrà visitare la mostra “Il Salento sul set” di Claudio Longo: immagini raccolte dal noto fotografo leccese durante la lavorazione dei numerosi film girati nella provincia salentina nel corso dell’ultimo decennio.
Dalle 17.00 al via le proiezioni delle opere in concorso con tre documentari di diverso stile: la liricità di “I love Benidorm” di Gaetano Crivaro e Mario Romanazzi, i toni da commedia di “Un tempo si chiamavano cafoni” di Orsola Sinisi e il reportage “Via Anelli, il ghetto di Padova” prodotto da Marco Paolini e diretto da Marco Segato.
La programmazione continua dalle 20.00 nel Chiostro dell’Accademia di Belle Arti con il documentario “Adolfo Colosso” del salentino Alessandro Torsello, le commedie “L’aspirante”, “La malarazza” e “Chi non c’è non c’è”, gli intensi “Fuori uso”, vincitore dei Festival di Napoli e Genova, con una convincente interpretazione di Gianmarco Tognazzi, “Sotto il mio giardino”, il corto di Andrea Lodovichetti premiato in tutto il mondo, “Za la Mort”, “Il sonno di Rosetta” e “15 seconds” prodotto e interpretato da Raoul Bova.
I film saranno preceduti dall’incontro con gli autori presenti.
Ingresso unico € 3,00.
Programma e informazioni su film e autori sul sito: http://digilander.libero.it/fioridifuoco.
La poesia odora
è poesia da tutte le parti
ed io mi fingo lo specchio in cui trafugo
quei sogni accorti che ti racconto
Antonio L. Verri
Giovedi 27 Agosto, alle 21.00, a Campi Salentina,
nel Giardino della Casa Prato,
nell'ambito della rassegna “Vaghe Stelle - Poesia Teatro e Musica sotto il cielo d'estate”
voluta dall' Assessorato alla Cultura
in scena “Qui se mai verrai…”,
concerto-recital del Fondo Verri, dedicato al Salento e ai suoi poeti.
Giovedi 27 Agosto, alle ore 21.00, a Campi Salentina, nel Giardino della Casa Prato, nell'ambito della rassegna “Vaghe Stelle Poesia Teatro e Musica sotto il cielo d'estate” - voluta dall' Assessorato alla Cultura - andrà in scena “Qui se mai verrai…”, concerto-recital del Fondo Verri, dedicato al Salento e ai suoi poeti.
Un concerto di suoni e voci con gli attori Piero Rapanà, Simone Giorgino e Angela De Gaetano accompagnati dai suoni di Adria: Claudio Prima all'organetto, Redi Hasa al violoncello, Emanuele Coluccia al sax tenore e soprano e il canto cristallino ed emozionato di Maria Mazzotta.
Le parti poetiche che compongono il recital sono tratte dai versi di Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Ercole Ugo D’Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma e Antonio L. Verri. Per un itinerario poetico che avviandosi da Lecce tocca (nomina) Acaya, Roca, Martano, Otranto, Castro, Poggiardo, Palmariggi, Vitigliano, Cocumola, Porto Badisco, S. Maria di Leuca, Gallipoli.
Andare!
Si può viaggiare attraversando l’immateriale? Incrociare la traiettoria di una voce, di un sussurro? Camminare in punta di piedi su tracce d’inchiostro? Si può? Sì, si può!
C’è una geografia ideale della Terra d’Otranto che i poeti hanno tracciato con i loro versi.
Il territorio, la sua natura. I soffi del vento, il cicaleccio dell’arsura estiva, le solitudini, i clamori della festa, le paure, le lontananze, i rifugi domestici… materia di una lingua che nel Novecento s’è fortificata d’esperienze che hanno valicato il soffoco della provincia e aperto orizzonti inimmaginabili a Lecce e al Salento oggi, inscindibile dal suo portato culturale.
Al viaggiatore… “Qui se mai verrai…” è l’omaggio a chi ha saputo interpretare la pietra, il vento e il mare le strade di polvere e i dolori delle malinconie consumate al sole. La luce col suo accecare il soffoco e il riparo. Il Salento insomma, la terra che stai visitando! Che mai potrai sapere nella sua pienezza. Fugge sempre… sempre cangia puntuta e scontrosa… Sensi soltanto, nell’allerta, ti chiediamo. La poesia è accorgersi e dimenticare, sussurro, materia labile. Confondila con gli occhi! Guarda!