giornale d'attività

Domenico Coduto è nato a Milano nel 1976 e vive a San Giorgio la Molara (Bn). Diplomatosi in clarinetto, si è laureato all'Università "Federico II" di Napoli in Storia della musica con una tesi sugli Area. Giornalista musicale, recentemente ha scritto, tra gli altri, per Strumenti Musicali; attualmente scrive per InSound, Le vie della musica e il portale Rockit. Nel 2005 ha pubblicato per Auditorium Edizioni "Il libro degli Area", da poco ripubblicato. Come musicista ha pubblicato il disco "Tracce" con il gruppo rock Merizero. Collabora ad alcuni progetti musicali e teatrali per il Teatro Kismet Opera di Bari.
Talenti del nuovo cinema italiano: SONETÀULA di Salvatore Mereu
LECCE, Fondo Verri – 15 Giugno 2009
Lunedì 15 giugno 2009 presso il Fondo Verri di Lecce (Via Santa Maria del Paradiso) il Cineclub Fiori di Fuoco organizza una serata dedicata alla Sardegna ed al cinema italiano con la proiezione del film “Sonetàula” (2008, 157’), ultima fatica di Salvatore Mereu.
Il regista sardo, uno dei maggiori talenti della nuova generazione del cinema italiano, insieme ai più noti Crialese (“Respiro”, “Nuovomondo”), Sorrentino (“Le conseguenze dell’amore”, “Il Divo”) e Garrone (“L’imbalsamatore”, “Gomorra”), si è imposto per un cinema che valorizza le immagini più delle parole, con storie e volti di uomini semplici, paesaggi e costumi dell’Italia di provincia.
Già autore di splendidi cortometraggi, grazie al suo stile personale, Mereu si è aggiudicato nel 2003 il David di Donatello come miglior regista esordiente con “Ballo a tre passi”.
“Sonetàula”, che, nonostante il consenso della critica, non ha goduto di ampia diffusione in sala, sarà ora visibile anche nel Salento grazie all’accordo sulla distribuzione in dvd public tra Lucky Red e Unione Italiana Circoli del Cinema.
La serata costituisce un’anticipazione della quarta edizione del Festival del Cinema Invisibile che in agosto porterà a Lecce il miglior cinema indipendente italiano.
L’inizio della proiezione, previsto per le ore 21.00, sarà preceduto da una degustazione di liquore al mirto tipico della Sardegna.
Ingresso € 3,00 per i soci.
Info: digilander.libero.it/fioridifuoco - fioridifuoco@libero.it - 0832.304522 - 348.7667033.
LeManiel’Ascolto_07/08
rassegna di parole e di suoni
Il Fondo Verri organizza la 7° edizione de “Le Mani e l’Ascolto”
dicembre 27-28-29-30, 2007 // gennaio 2-3-4-5, 2008 – inizio alle ore 20.00
Le Mani e l’Ascolto ritorna, come consuetudine un pianoforte abiterà il Fondo Verri.
Un appuntamento che si rinnova in occasione delle festività per il capodanno con una rassegna di parole e di suoni giunta alla settima edizione. Libri, esperienze autoriali, ricerche sonore e visuali in una maratona di ascolti avrà luogo e pubblico dal 27 dicembre al 5 gennaio. Il costante contatto con la scena creativa (musicale e letteraria) è una delle prerogative del Fondo Verri. Le Mani e l’Ascolto rinnova il desiderio di costruire avventure sonore proponendo repertori che hanno il pianoforte come elemento di guida e di raccordo delle performance, pretesto di incontri, scambi, creazioni, in una tensione di ricerca che attraversa i generi, i modi d’espressione, l’arte con le sue con-fusioni esistenziali e con il rigore che interviene a fare stile, segno, lingua. I musicisti invitati provengono da esperienze diverse: formazione classica, studi di conservatorio, rock – band, jazzisti, blues man, cercatori di suoni, ai quali dedichiamo, in un work in progress intensivo la nostra piccola sala.
Otto serate di incontro di contaminazione tra suono, poesia, scrittura, teatro e immagini. I libri e gli autori infatti saranno una componente essenziale delle serate.
Da direttore artistico: qual è stato il criterio fondamentale nella scelta dei nomi e delle opere presentate?
poco fa, ho sistemato col magnete, sul frigo, la nostra locandina, VERSO il LARGO: una iniziativa sulla poesia e i poeti che faremo giovedì pomeriggio sul molo di San Foca; concluderemo in questo modo numerosi incontri che si sono svolti nella biblioteca del CIM, il centro diurno di riabilitazione dell'ambulatorio di psichiatria di Lecce. Questa biblioteca, Germinazioni, prende il nome dal suo stesso presidio sì, perchè intorno a questa biblioteca si è costituito un presidio del libro alla fine del 2005: un luogo dove si incontrano i lettori per parlare della loro passione: perdersi fra le righe. Questo presidio ha già fatto numerose azioni pubbliche, nonostante la sua piccola età e l'ultima sta per vedere la luce fra pochi giorni. Anzi, per vedere il mare. Imbucheremo dieci piccole bottiglie nel mare di fronte; dentro dieci poesie di poeti che con i loro versi non hanno certo paura del mare aperto, anzi, non vedono l'ora. Prima però leggeremo ad alta voce le poesie che in questi incontri ci siamo portati reciprocamente in dono. Ne abbiamo fatto 25 libri che sono, ognuno, in copia unica perchè ci sono dentro i nostri interventi manuali e creativi. Li metteremo in vendita sul molo di San Foca a offerta libera. Il ricavato andrà per intero a Tolbà, l'associazione di medici volontari che si occupa da anni di dare asilo politico a Matera a rifugiati politici e che si occupa, da anni, di promuovere interventi educativi nelle zone attraversate dai conflitti. La bottiglia dei poeti vuole lasciare una scia. Nonostante essa non abbia motore e si affida solo alla fortuna del vento e alla forza delle correnti per spostarsi essa pretende di avere una scia. Senza pretese non si lancia nulla di noi nell'immenso mondo in cui siamo.
Negli incantevoli spazi della Masseria Copertini, azienda agrituristica sulla strada provinciale Strudà-Vanze, da domenica 8 luglio è visitabile la mostra delle opere del fotografo triestino Adriano Perini. “Forme”, voluta e curata da Caterina Gerardi e Paola Lena, raccoglie una decina di immagini analogiche di grande formato in bianco e nero, una sintesi di lavori che rappresentano il particolare approccio visuale che l’autore ha nei confronti dell’architettura. E’ infatti l’aspetto architettonico il soggetto privilegiato in questa mostra, sia che prenda forma da un’operazione effettuata sulla natura, sia che si esprima attraverso la creazione di manufatti. Un lavoro che si concentra sull’ inquadratura quello di Adriano Perini, “un esercizio della contemplazione che non richiede velocità anzi, al contrario, lentezza e desiderio di trasmettere quasi un senso di rispetto per la natura e per certi magici equilibri che talvolta l’uomo ha saputo stabilire con essa, quando si è espresso al meglio con l’architettura”. “Una fotografia in cui si percepisce una concentrazione tesa e sospesa, a volte ricca di un’atmosfera quasi metafisica, grazie anche ad una luce precisa e tagliente”.