giornale d'attività
Fondo Verri
7° edizione de “Le Mani e l’Ascolto” dicembre 27-28-29-30, 2007 // gennaio 2-3-4-5, 2008
Sesto appuntamento della rassegna di parole e suoni “Le Mani e l’Ascolto” che il Fondo Verri organizza, per il settimo anno consecutivo, con il patrocinio del Comune di Lecce, giovedì 3 gennaio, dalle ore 20.00. Titolo della serata “Lo spirito dell’opera buffa tra il 700 e 800” con il baritono Fernando Greco e il soprano Paola Marra accompagnati al pianoforte da Michele D’Elia. Il programma prevede arie e duetti da Donizzetti, Mozart, Rossini. Nella storia dello sviluppo dell'opera lirica, l'opera buffa si contrappose alle caratteristiche stilistiche della cosiddetto melodramma serio. L'opera buffa si proponeva di trasformare l'opera in un genere in cui la gente comune potesse notare una propria somiglianza con i personaggi. Dal momento che l'opera seria era un costoso intrattenimento per Re e nobiltà, l'opera buffa venne realizzata per un pubblico più normale con problemi più comuni.
Un appuntamento da non mancare visto il pregio degli intenti e degli esecutori.
Quinto appuntamento della rassegna di parole e suoni “Le Mani e l’Ascolto” che il Fondo Verri organizza, per il settimo anno consecutivo, con il patrocinio del Comune di Lecce, mercoledì 2 gennaio, dalle ore 20.00. La serata si aprirà con la performance poetica di due poeti editi per i tipi di Luca Pensa: Maria Rosaria Teni, accompagnata da divagazioni che mischiano suoni ed immagini leggerà da “Dissonanti armonie” e Vito Antonio Conte presenta i versi di “E di nuovo verrai di niente vestita”, sua ultima raccolta.
Quarto appuntamento della rassegna di parole e suoni “Le Mani e l’Ascolto” che il Fondo Verri organizza, per il settimo anno consecutivo, con il patrocinio del Comune di Lecce. Le Mani e l’Ascolto ritorna, con il patrocinio dell’Assessorato Cultura del Comune di Lecce, come consuetudine un pianoforte “abiterà” il Fondo Verri. Appuntamento che si rinnova in occasione delle festività per il capodanno con una rassegna di parole e di suoni.
Giovedì, 27 dicembre, dalle ore 20.00 il primo appuntamento. Due musicisti di differenti generazioni si sfottono attraverso una musica chiamata jazz! Roberto Gagliardi, personaggio storico della ricerca musicale salentina, al sax soprano ed ance d’occasione e Livio Minafra, eccellente figlio d’arte, pianista deviato (quando capita) alla fisarmonica, nella loro performance in duo fanno della libera improvvisazione l’elemento principale del loro dialogo. Il repertorio si basa su composizioni originali di Livio Minafra che tuttavia diventano “soltanto“ canovacci o pretesti per attuare costruzioni sonore estemporanee! Un jazz allo stato brado, raffinato e grezzo. Zucchero di canna nero piuttosto che bianco di barbabietola! La voce è quella di Piero Rapanà che leggerà dal Finibus terrae di Antonio Errico (Manni)
Secondo appuntamento della Rassegna di parole e suoni “Le Mani e l’Ascolto” che il Fondo Verri organizza, per il settimo anno consecutivo, con il patrocinio del Comune di Lecce.
Venerdì, 28 dicembre, dalle ore 20.00 i suoni di Vito Alusi faranno eco e contrappunto ai versi di Elio Coriano. “Speme di parole con suono” il titolo della performance. Elio Coriano è nato a Martignano (Salento) nel 1955. Poeta ed operatore culturale, insegna Lettere nella scuola media superiore. Calibrate da grande lavoro compositivo le sue numerose pubblicazioni. Scrive una poesia della voce, da sempre attento all’aspetto performativo, “legge e insegue le parole incontrando gli occhi di chi sta intorno, s’avvicina e legge ad alta voce, con tono di sfida, di allerta, di colui che sollecita”. Ecco, i suoi versi sollecitano, sommuovono nella costruzione di una ritualità densa di senso. Forte in lui la critica all’eccedenza del contemporaneo senza nostalgia scrive rivolto ai poeti e a se stesso:
“Renditi inutile a quello che non ti piace, al distorto travestito da chiaro. Per chi mi devo crescere? Per cosa devo crescere? La mia coscienza nutrita a sputi è forte per spargere buone novelle, per seminare i campi arati di semi faticati, di semi faticosi. Renditi inutile dove tutto è spacciato per efficienza, dove lodano gli onesti e fanno affari i furbi. Renditi inutile quando vogliono solo il tuo sangue, le tue mani, la tua lingua, per inquinare libertà e democrazia. Renditi inutile quando ti dicono che devi salvare il mondo, che sei l’unico che può farlo. Forse il mondo non vuole essere salvato”.