giornale d'attività
Fondo Verri/ stagione autunno-inverno 2009-2010
Le anteprime de Le mani e l'Ascolto
Sabato 31 ottobre, alle 21.00, al Fondo Verri la scrittrice Luisa Ruggio presenta Congedo/Distante duo un progetto nato nel 2006 dalle idee che accomunano i due musicisti pugliesi. Il duo costituito da Dario Congedo e Giorgio Distante è il pretesto di un laboratorio sonoro: la ricerca attorno all'improvvisazione musicale legata a due strumenti cardine: tromba e batteria. L'interplay che si crea durante la performance fa emergere l'amalgama tra questi due strumenti e il loro sound unito da un collante invisibile: l’elettronica live.
Il repertorio creato dai due musicisti di formazione statunitense - che vantano collaborazioni coi grandi nomi della scena musicale contemporanea – è un insieme di brani inediti alternati ad improvvisazioni in cui anche l’elettronica è intesa come elemento interattivo. La performance mescola atmosfere che dal jazz si muovono verso la musica etnica, rivelando una strepitosa intesa che consente movimento sonoro a due tra i talenti più raffinati espressi dal territorio.
Il presidio del libro di Lecce, Fondo Verri, sabato 26 settembre, dalle 20.00, nella sua sede, in via Santa Maria del Paradiso, per l'edizione 2009 della Festa dei lettori, propone il vernisage della mostra “Il tempo di Anna” opere minimali che riciclano carta e plastica. Anna Colazzo ci mette le mani e il tempo appunto, grande pazienza e costanza che si chiude nell'opera che accoglie il colore. Ma non è tutto, nella serata la presentazione della raccolta di versi “Sudapest” di Irene Leo edita per i Poet/bar di Besa e a seguire l'ascolto del poema-teatrale “Pietra Pianta” di Alessandro Berti.
Poesia nel verso lungo quella di Irene Leo, in Sudapest che vede tornare in libreria il Poet/bar di Besa. Scrittura che osa la narrazione che mischia voci e umori. Paesaggi anche, climi, desideri e solitudini sempre in cerca, che si spiegano, si aprono nel tentativo dell'accogliere. C'è l'amore, l'amaro dei destini e l'andare. “E’ una dimensione nervosa, vacillante, imprevedibile, quella proposta, un’altena di spine e orizzonti nel nostro Sud, o forse di tutti i luoghi del cuore, dei Sud del mondo che diventano in una sorta di trasfigurazione unitaria, “Sudapest”. Le generazioni coinvolte si annodano ad un destino che è sempre in continua sfida, ed ha una gittata a lungo termine. E’ la storia di un viaggio, di un ritorno, della poesia che abita l’assenza, diventa il tutto, dell’alito di misterioso vento che smuove le piccole cose terrene, presagio di resurrezione imminente nel cerchio consapevole del tempo”.
Pietra, pianta è un discorso di un uomo (l'attore Alessandro Berti) che si è rifugiato su un monte, a fianco di una chiesa abbandonata, e da lì assiste al lento scorrere del proprio tempo, visitato da un cane, spiato dagli animali del bosco. Il suo discorso fluido, senza inizio né fine, racconta della lotta per accettare l'esistenza nel suo sordo scorrere semplice, senza più occupazioni se non quelle della propria sussistenza fisica e della coscienza delle cose attorno. Il ricordo, talvolta molesto, di ciò che ha lasciato, l'entusiasmo improvviso per un animale che arriva o la forma di una nuvola, l'abbandonarsi al vuoto o il resistergli: sono questi i sentimenti e i pensieri del protagonista di Pietra, pianta. Il lavoro teatrale è un dialogo tra una scrittura poetica semplice e un lavoro musicale altrettanto scarno e in ascolto, nel tentativo di creare un respiro comune tra voce e corde che trasporti in teatro la sospensione di un angolo di natura.
Info: Fondo Verri, via Santa Maria del Paradiso 8 - 73100 Lecce
tel.fax 0832 304522 - cell. 3273246985
La poesia odora
è poesia da tutte le parti
ed io mi fingo lo specchio in cui trafugo
quei sogni accorti che ti racconto
Antonio L. Verri
Giovedi 27 Agosto, alle 21.00, a Campi Salentina,
nel Giardino della Casa Prato,
nell'ambito della rassegna “Vaghe Stelle - Poesia Teatro e Musica sotto il cielo d'estate”
voluta dall' Assessorato alla Cultura
in scena “Qui se mai verrai…”,
concerto-recital del Fondo Verri, dedicato al Salento e ai suoi poeti.
Giovedi 27 Agosto, alle ore 21.00, a Campi Salentina, nel Giardino della Casa Prato, nell'ambito della rassegna “Vaghe Stelle Poesia Teatro e Musica sotto il cielo d'estate” - voluta dall' Assessorato alla Cultura - andrà in scena “Qui se mai verrai…”, concerto-recital del Fondo Verri, dedicato al Salento e ai suoi poeti.
Un concerto di suoni e voci con gli attori Piero Rapanà, Simone Giorgino e Angela De Gaetano accompagnati dai suoni di Adria: Claudio Prima all'organetto, Redi Hasa al violoncello, Emanuele Coluccia al sax tenore e soprano e il canto cristallino ed emozionato di Maria Mazzotta.
Le parti poetiche che compongono il recital sono tratte dai versi di Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Ercole Ugo D’Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma e Antonio L. Verri. Per un itinerario poetico che avviandosi da Lecce tocca (nomina) Acaya, Roca, Martano, Otranto, Castro, Poggiardo, Palmariggi, Vitigliano, Cocumola, Porto Badisco, S. Maria di Leuca, Gallipoli.
Andare!
Si può viaggiare attraversando l’immateriale? Incrociare la traiettoria di una voce, di un sussurro? Camminare in punta di piedi su tracce d’inchiostro? Si può? Sì, si può!
C’è una geografia ideale della Terra d’Otranto che i poeti hanno tracciato con i loro versi.
Il territorio, la sua natura. I soffi del vento, il cicaleccio dell’arsura estiva, le solitudini, i clamori della festa, le paure, le lontananze, i rifugi domestici… materia di una lingua che nel Novecento s’è fortificata d’esperienze che hanno valicato il soffoco della provincia e aperto orizzonti inimmaginabili a Lecce e al Salento oggi, inscindibile dal suo portato culturale.
Al viaggiatore… “Qui se mai verrai…” è l’omaggio a chi ha saputo interpretare la pietra, il vento e il mare le strade di polvere e i dolori delle malinconie consumate al sole. La luce col suo accecare il soffoco e il riparo. Il Salento insomma, la terra che stai visitando! Che mai potrai sapere nella sua pienezza. Fugge sempre… sempre cangia puntuta e scontrosa… Sensi soltanto, nell’allerta, ti chiediamo. La poesia è accorgersi e dimenticare, sussurro, materia labile. Confondila con gli occhi! Guarda!

Il Fondo Verri Presidio del libro di Lecce - in collaborazione con la Provincia di Lecce - accogliendo l’ invito del poeta Luciano Provenzano promuove a Lecce l’incontro - negli spazi del Museo Sigismondo Castromediano - con lo scrittore Cesare Padovani.
Converseranno con l’autore di “Paflasmós. Il battito del Mar Egeo, viaggio nell’anima della Grecia” (Diabasis), la poetessa Marilena Cataldini, lo storico della Grecìa Silvano Palamà, la giornalista Federica Rega, lo storico del teatro Luigi A. Santoro e il filosofo Giovanni Invitto.
L’appuntamento è per il prossimo venerdì 26 giugno, alle 18.00.
“Quasi sempre il nostro corpo ci precede nel sentire” - scrive Padovani, nato nel 1938, originario della bassa veronese, vive a Rimini dal 1967 - “avverte prima ancora che la mente si metta in moto. Accade tutto questo quasi in ogni momento del nostro vivere, ma soprattutto te ne rendi conto quando la sofferenza che ti prende sembra non avere un perché, quando il malessere è impalpabile, indefinibile, talmente stemperato da perderne i contorni”.
E ancora da “Paflasmós”, un dialogo.
Ti confesso - dico con determinatezza a Giovanna - che mi piacerebbe scrivere un testo su Ippocrate...
- E perché mai questo tuo nuovo interesse per la malattia?... O per la medicina?. —‘ mi rimbalza quasi provocandomi.
-No, niente affatto - preciso - non sarà un manuale. Piuttosto mi piacerebbe scrivere una serie di riflessioni filosofiche e linguistiche sulla medicina, e di rimbalzo su dolore, sofferenza, cura, terapia...
Incontro con Beppe Lopez
Venerdì 19 giugno, alle 18,30, nel Teatrino del Convitto Palmieri, Piazzetta Carducci a Lecce, Glocal Editrice con la Libreria Palmieri, la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” e il presidio del libro Fondo Verri presentano Giornali e Democrazia, libro scritto da Beppe Lopez, primo direttore del Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto. Analisi del degrado dell'informazione in Italia partendo dallo "spartiacque" della fine degli anni Settanta e dalla vicenda-metafora del primo quotidiano locale moderno e popolare: il Quotidiano di Lecce.
Ne discutono con l'autore: Giovanni Pellegrino, Donato Valli, Marcello Strazzeri. Previsti i saluti del sindaco di Lecce Paolo Perrone, del direttore del “Nuovo Quotidiano di Puglia” Giancarlo Minicucci e del direttore della Biblioteca Provinciale Alessandro Laporta. Interverrà, con vignette disegnate nel corso della serata, Nico Pillinini.
Il Quotidiano di Brindisi, Lecce e Taranto nacque esattamente trent’anni fa, il 6 giugno 1979. E costituì, per una serie di ragioni, un punto di riferimento innovativo a livello nazionale e non solo sul piano meramente giornalistico. Nacque, si insediò e fu interrotto: come successe, in generale, al processo di democratizzazione e di socializzazione avviato e stroncato in quegli anni in Italia.
Da quello spartiacque della vita nazionale nasce il processo di restaurazione e di omologazione di cui il degrado che vivono oggi la nostra democrazia e la nostra informazione è il frutto maturo.
Con questo suo libro, Beppe Lopez (che ha attraversato - da giovanissimo pubblicista, da cronista politico, da direttore di giornali e di agenzia, e infine da abile narratore e saggista - quasi mezzo secolo di storia italiana) racconta dunque una vicenda-metafora, che intreccia protagonisti e questioni cruciali per capire il passato e il presente dell’informazione e della democrazia nel nostro Paese: la Repubblica, l’assassinio di Moro e la fine del compromesso storico, il craxismo, la degenerazione della “sinistra socialista” in “sinistra ferroviaria”, Carlo Caracciolo, Paese Sera, il caso-D’Urso, Tangentopoli, la fine della cosiddetta “Prima Repubblica”, le provvidenze per l’editoria, La Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe Gorjux, Giuseppe Romanazzi, Francesco Gaetano Caltagirone e le grandi conglomerate editorial-finanziarie…

Doppio appuntamento per il fine settimana al Fondo Verri. Due diverse formazioni in scena in Trio.
Uno tutto al femminile, l'altro al maschile. Il primo viaggia sulle corde del suono gitano e spagnolo.
L'altro insegue i ritmi dispari d'Albania.
Venerdi 5 Giugno alle ore 21.15
"Le 13" Danzas de la seducciòn, Silvia Boccadamo, Carla Canitano, M. Luisa Petrelli
Venerdi 5 Giugno, dalle 21.15, sul piccolo palco del Fondo Verri, presidio del libro di Lecce, "Le 13" Danzas de la seducciòn, un trio di chitarre: Silvia Boccadamo, Carla Canitano, M. Luisa Petrelli. Convinte della bellezza e della particolare raffinatezza sonora che l’unione di tre chitarre può far scaturire, le musiciste si sono dedicate sia alla ricerca del repertorio originale per questa formazione che all’arrangiamento e alla rielaborazione di famosi pezzi per chitarra solista e non solo. “Danzas de la seducciòn” propone brani notissimi e familiari come i temi dalla “Carmen” , Tico Tico, i tanghi di Astor Piazzolla. Ritmi spagnoli coinvolgenti e spumeggianti e note di sensualità e delicatezza caratterizzano indubbiamente questo cd.
Fondo Verri
Presidio del libro di Lecce
A Maggio le rose, i libri, i segni, la musica
7 / 31 maggio 2009

7° appuntamento
Venerdì 22 dalle ore 20.30
Lino Angiuli presenta “Puglia in versi. I luoghi della poesia, la poesia dei luoghi” edito da Gelso
Rosso, intervengono Maurizio Nocera, Antonio Errico, Pierluigi Mele, Piero Rapanà.
a seguire “Da qualche parte Sandra” con Claudio Prima, Emanuele Coluccia e Sandra Caiulo
Puglia, una e trina, costruita di Parole. Di sospensioni, di vertigini che salgono le cime dei campanili e caracollano nell'infinito della polvere di tufo. Che sanno il soffoco della pianura, la carezza e l'abbaglio del mare. Una Puglia cruda, amara dove “La migrazione del tempo collima con un canto sfibrato, l'aria è irrespirabile, (e) si va verso un futuro di privazione” così la leggiamo nell'Abbecedario dei migranti di Vittorino Curci dove Gamal “ha conosciuto una tristezza nuova”. Una Puglia una e trina, mai scontata, mai prigioniera di cartoline o dei doveri del marketing territoriale. La Puglia dei poeti, di chi, nell'essenza sa, la necessità del canto!
Molti i nomi. Quelli a noi più vicini: Vittore Fiore, i due Vittorio: Bodini e Pagano, Girolamo Comi, Aldo Bello, Maurizio Nocera, Antonio Errico, Pierluigi Mele.